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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto alla lettera inviata qualche giorno fa da Nicoletta Sprecace, madre di Matteo Brandimarti, il 12enne di San Benedetto del Tronto morto il giorno di Pasqua dopo essere stato risucchiato da un impianto idromassaggio in una spa del Riminese.
Nella sua lunga lettera, il premier ha espresso vicinanza alla famiglia, definendo la perdita di un figlio un dolore "impensabile, innaturale e inconcepibile". Meloni ha ricordato anche il gesto della donazione degli organi compiuto dai genitori di Matteo, definendolo un esempio per tutti.
Entrando nel merito della richiesta avanzata dalla madre del ragazzo, la presidente del Consiglio ha riconosciuto la necessità di una normativa nazionale che riduca al minimo il rischio di incidenti mortali nelle piscine.
Meloni ha ricordato l’esistenza di un disegno di legge già approvato dal Consiglio dei ministri nel luglio 2025, che introduce standard uniformi di sicurezza, controlli e requisiti gestionali per gli impianti natatori. Il provvedimento è però ancora all’esame del Parlamento.
Per questo il premier ha annunciato l’intenzione di scrivere ai presidenti di Senato e Camera per favorire un’accelerazione dell’iter legislativo (vedi lettera allegata).
Alla risposta di Meloni è seguita la nota social di Nicoletta Sprecacè, che ha ringraziato la presidente del Consiglio per aver accolto il suo appello. La madre di Matteo ha però chiesto che alle parole seguano rapidamente fatti concreti, ribadendo che una legge nazionale sulla sicurezza delle piscine rappresenta "un atto di civiltà non più rimandabile".
"Non mollerò di un solo centimetro, né oggi né mai, per onorare la memoria di Matteo e per proteggere la vita di tutti i bambini", ha scritto la giovane mamma sambenedettese, assicurando che continuerà la sua battaglia affinché tragedie come quella che ha colpito suo figlio non si ripetano più.