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JESI - Rimane ancora senza una spiegazione certa la morte di Elijah, il neonato di sei mesi scomparso lo scorso 3 maggio. L’autopsia eseguita presso la medicina legale di Torrette dal dottore Cristian D’Ovidio non ha permesso di individuare immediatamente le cause del decesso, rendendo necessari ulteriori accertamenti tecnici. Per far luce sulla tragedia del piccolo, nato prematuro alla fine di ottobre, i periti dovranno ora effettuare approfondite analisi istologiche e verifiche mirate sulle vie respiratorie, i cui risultati non arriveranno prima di trenta giorni.
La Procura di Ancona, che procede per l’ipotesi di omicidio colposo, ha iscritto nel registro degli indagati la pediatra che aveva in cura il bambino: si tratta di un atto dovuto per consentire lo svolgimento degli esami dopo la denuncia presentata dai genitori. La famiglia, di origine nigeriana, ha chiesto infatti di accertare eventuali responsabilità mediche attraverso un esposto. Durante il lungo esame autoptico, durato diverse ore, erano presenti anche i consulenti nominati dai familiari e dal legale della dottoressa, quest’ultima nota per la sua lunga esperienza e professionalità.
L’obiettivo degli inquirenti è ora quello di ricostruire con estrema precisione le ore che hanno preceduto il dramma e l’intera catena dei soccorsi. Un punto centrale dell’indagine riguarderà la visita medica a cui il bambino era stato sottoposto il giorno precedente alla morte, durante la quale non sarebbero emerse criticità particolari. Solo i nuovi test specialistici potranno confermare se si sia trattato di una tragica fatalità o se vi siano stati errori nella gestione clinica di un paziente così fragile.