Condividi:
Avrebbe perseguitato i gestori di uno chalet sul lungomare e dato alle fiamme un’auto pur di costringere i titolari a licenziare la sua ex compagna. Per questi fatti un imprenditore edile di 47 anni è finito al centro di un’inchiesta della Procura di Macerata, che nei giorni scorsi ha notificato la chiusura delle indagini.
Gli episodi risalgono tra luglio e agosto 2024. La donna, con cui l’uomo aveva avuto una relazione, lavorava come cameriera in uno stabilimento balneare di Civitanova, gestito da una coppia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 47enne avrebbe più volte minacciato i datori di lavoro intimando loro di licenziarla, arrivando a frasi pesanti e intimidatorie.
Le minacce sarebbero poi sfociate in un gesto più grave: il 23 luglio un’auto, una Bmw di proprietà della titolare dello chalet, venne incendiata mentre era parcheggiata sul lungomare sud, all’angolo con via Vodice. Un atto che, secondo l’accusa, sarebbe collegato proprio alle pressioni esercitate dall’uomo.
Nei giorni successivi la situazione non si sarebbe calmata. Il 30 luglio il 47enne si sarebbe presentato nel locale, consumando senza pagare e continuando con atteggiamenti aggressivi e intimidatori, minacciando di creare problemi all’attività fino a farla chiudere. Gli episodi contestati configurerebbero atti persecutori nei confronti dei due gestori, avvenuti tra il 22 luglio e il 6 agosto.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Civitanova sotto il coordinamento del pubblico ministero. Ora l’uomo, difeso dall’avvocato Ivan Gori, ha venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogato.
Il 47enne respinge le accuse, negando sia gli atti di stalking sia il coinvolgimento nell’incendio dell’auto.