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MACERATA – Passi avanti per il nuovo ospedale alla Pieve, ma il dibattito politico resta acceso, soprattutto sul fronte delle risorse economiche. Dopo il via libera arrivato sia dal ministero della Salute che dalla Regione Marche al progetto di fattibilità, l’amministrazione comunale guarda ora alla fase successiva, quella degli espropri dei terreni.

Secondo il sindaco uscente Sandro Parcaroli, i tempi non dovrebbero essere lunghi. Ora che il progetto è stato definito, l’iter per acquisire le aree potrebbe concludersi nel giro di pochi mesi. Al proprietario dei terreni verrà avanzata una proposta economica che si aggira intorno ai tre milioni di euro: in caso di accordo, la procedura potrebbe accelerare ulteriormente.

Sul piano finanziario, al momento risultano stanziati 185 milioni di euro, di cui una parte proveniente dal ministero. Tuttavia, la cifra complessiva necessaria per la realizzazione dell’opera supera i 300 milioni. Parcaroli assicura che la copertura verrà completata, facendo riferimento agli impegni assunti dalla Regione.

Il progetto prevede la costruzione di una struttura moderna su un’area di circa 13 ettari, con una superficie complessiva di 65mila metri quadrati e 379 posti letto. L’organizzazione sarà basata sull’intensità di cura, superando il modello tradizionale dei reparti.

Nei prossimi passaggi, il piano sarà sottoposto al Consiglio superiore dei lavori pubblici e successivamente si procederà con la gara attraverso appalto integrato.

Ma non mancano le critiche. L’ex sindaco Romano Carancini solleva dubbi sulla sostenibilità economica dell’intervento, sottolineando come le risorse attualmente disponibili siano insufficienti rispetto al costo complessivo. Inoltre evidenzia i ritardi accumulati nella redazione del progetto e denuncia un progressivo ridimensionamento della sanità locale.

Una visione respinta da Parcaroli, che parla invece di scelte organizzative e annuncia un confronto con i vertici sanitari. Il nuovo ospedale resta così al centro del dibattito cittadino, tra prospettive di sviluppo e nodi ancora da sciogliere.

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