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ANCONA - In questi giorni si torna a parlare del possibile utilizzo del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (Feampa) come strumento di sostegno al comparto ittico, messo a dura prova dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime.
“È importante chiarire fin da subito un aspetto fondamentale – afferma in una nota la consulente del settore pesca Angelica Palumbo - il Feampa non è un fondo che eroga risorse in modo diretto e automatico alle imprese, ma uno strumento che necessita di attuazione concreta attraverso i livelli nazionale e regionale.
Nel dettaglio:
il Feampa è regolato da un Programma Nazionale approvato dalla Commissione europea,
le risorse vengono gestite dallo Stato membro,
una parte significativa della programmazione e dell’attuazione operativa è affidata alle Regioni, che pubblicano i bandi e individuano i beneficiari
Questo significa che tra l’annuncio delle risorse e il loro effettivo arrivo alle imprese esiste un passaggio decisivo: l’attivazione tempestiva delle misure da parte delle Regioni.
Come consulente del settore pesca, ritengo necessario riportare il dibattito su un piano concreto. Il comparto ittico non ha bisogno di annunci, ma di strumenti immediatamente accessibili.
È quindi fondamentale:
garantire tempistiche rapide nella pubblicazione dei bandi
semplificare le procedure per l’accesso ai finanziamenti
costruire misure realmente aderenti alle esigenze delle marinerie locali
assicurare che anche le piccole imprese possano beneficiarne
Accanto a questo, è altrettanto importante proseguire e rafforzare il percorso già avviato di concertazione con i rappresentanti di categoria e con gli operatori del settore, affinché i bandi non siano calati dall’alto ma costruiti partendo dai bisogni reali di chi lavora quotidianamente in mare.
Solo attraverso un confronto strutturato con gli utenti finali sarà possibile orientare le risorse verso interventi efficaci, evitando misure poco utilizzate o non rispondenti alle necessità del comparto.
Il settore della pesca, in particolare quello marchigiano, sta affrontando una fase di forte difficoltà economica e operativa. In questo contesto, il Feampa può rappresentare una leva strategica, ma solo se trasformato in interventi concreti e tempestivi.
La vera sfida non è l’annuncio delle risorse, ma la loro capacità di arrivare in tempi certi a chi lavora quotidianamente in mare.
Serve una piena collaborazione tra Europa, Stato e Regioni, ma soprattutto serve un cambio di passo nell’attuazione: le risorse devono diventare strumenti reali, non rimanere opportunità sulla carta”.