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Si amplia ulteriormente la contesa in merito al "caso Ternana", la società umbra posta in stato di liquidazione volontaria dall’assemblea dei soci di lunedì scorso e al centro di un braccio di ferro tra la proprietà della famiglia Rizzo e il sindaco Bandecchi, il quale ha annunciato l’arrivo di una istanza di fallimento poi puntualmente comunicata al tribunale (sembra da parte di un calciatore) in modo da aprire la liquidazione giudiziale (fallimento) e ottenere dal Tribunale di Terni l’esercizio provvisorio.
Distinzione fondamentale: nel primo caso (liquidazione volontaria) la società cessa immediatamente di esistere, nel secondo continua fino all’eventuale dichiarazione di fallimento. E nel primo caso, soprattutto, va applicato il comma 7 dell’articolo 16 del Noif: II Presidente della F.I.G.C. delibera la revoca della affiliazione della società in caso di liquidazione della società stessa ai sensi del codice civile.
La procedura della liquidazione volontaria ha un solo precedente nel calcio, ma è recente e sempre nel girone B. Riguarda quanto avvenuto al Rimini. L’assemblea dei soci che decise la liquidazione volontaria del Rimini fu del 26 novembre 2025 (presumibilmente la sera), tanto che la stampa on line ne ha dato pubblicità il 27 mattina. E il comunicato della Figc che dà notizia della revoca dell’affiliazione del Rimini è delle ore 11:31 del 28 novembre.
Posto che il percorso burocratico potrebbe essere diverso, stiamo ai passaggi: l’assemblea dei soci della Ternana si è aperta alle 18 di lunedì 13 aprile, sabato la Ternana deve giocare a Sestri Levante contro il Bra (trasferta pagata dalla Ternana Women del sindaco Bandecchi...). Nel frattempo sono avvenute due cose: il Tribunale ha convocato con la massima urgenza la prima udienza fallimentare, alle ore 16 di venerdì; e la pratica di liquidazione volontaria è apparsa dalle 13 di giovedì nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio, come pratica "aperta".
La grande tensione si misura in maniera tangibile e nei palazzi della Figc e della Lega Pro sanno di camminare sopra i gusci d’uovo. Ecco perché Samb, Bra e sembra anche l’Arezzo hanno scritto via Pec proprio all’attenzione del presidente della Figc Gabriele Gravina, chiedendo che venga rispettato il dettato delle Norme Federali.
Ovvero, secondo loro, revocare l’affiliazione per una società posta in liquidazione da articolo 16.7, cosa che avrebbe per conseguenza la cancellazione di tutte le partite della Ternana in campionato, con aggiornamento della classifica. Una richiesta via Pec che lascia presagire anche eventuali futuri ricorsi nel caso in cui Gravina non dovesse agire e il Tribunale di Terni, venerdì alle 16, aprirà la procedura di liquidazione giudiziale (che, per molti esperti, supera quella volontaria anche se qualcuno valuta che tutto dipenderà dalla decisione del giudice). Ricorsi che dalla parte opposta sono stati ventilati anche nel comunicato di mercoledì da parte del presidente dell’Ascoli Calcio Bernardino Passeri. Insomma, Figc di Gravina e Lega Pro di Matteo Marani sottoposte a un doppio fuoco incrociato nell’imminenza di una possibile decisione.
Marani e Gravina che tra l’altro hanno consentito la modifica dell’articolo 33 del Codice di Giustizia Sportiva in base al quale le società che non pagano gli emolumenti ad aprile vengono penalizzate per la stagione successiva e non su quella in corso.
Intanto l’avvocato Riccardo Corridore, che proprio martedì scorso durante la trasmissione “Ritmo Di Samb”, aveva anticipato la presentazione di istante di fallimento per l’avvio della procedura giudiziale, ha dichiarato in una trasmissione di AM Terni Televisione: “Da interlocuzioni avute in modo informale con i vertici della Lega sembrava che bastasse il semplice ricorso per bloccare la liquidazione volontaria, cosa che io condivido, ma mercoledì mattina dopo attraverso altra interlocuzione con i vertici assoluti della Lega che affermavano che se non veniva fissata una udienza entro 48 ore si sarebbe revocata l’affiliazione della Ternana. Ed è stata fatta la convocazione di una udienza più veloce nella storia d’Italia”.
Sempre secondo Corridore sono già pronte quattro istanze di fallimento per 150 mila euro complessivi.