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PESARO. Ergastolo, con isolamento diurno per tre mesi. E’ la pena richiesta dal pm Irene Lilliu nei confronti di Ezio Di Levrano, l’autista 54enne reo confesso dell’omicidio della moglie Ana Cristina Duarte Correia. Nel corso della requisitoria in Corte d’Assise a Pesaro, il pubblico ministero ha ricostruito i tragici momenti di quella notte del 7 settembre 2024, nell’abitazione di Calcinelli. 8 coltellate all’addome hanno causato la morte della 38enne brasiliana. Un’azione aggressiva e con ferocia, ha detto il pm. Ana Cristina si è difesa. In casa erano presenti i tre figli della coppia, di 6 13 e 14 anni. Lilliu ha chiesto l’applicazione delle aggravanti della crudeltà, futili motivi e maltrattamento, senza il riconoscimento delle attenuanti generiche. Nella ricostruzione, l’imputato quel giorno aveva bevuto, nella precedente udienza ha detto di aver provato rabbia e gelosia dopo aver sentito una videochiamata della moglie con l’uomo che lui sospettava fosse l’amante. Per il pm non c’è stata provocazione, lui aveva l’intento di punire la donna, Un omicidio, ha aggiunto, maturato in un clima di maltrattamenti raccolti in denunce e sommarie informazioni. In precedenza è stato ascoltato un 54enne albanese, il quale ha riferito di aver avuto rapporti di amicizia con Ana Cristina. L’ultimo contatto, una telefonata la sera dell’omicidio,. Lei gli ha riferito, come da lui riportati in aula, che il marito aveva un coltello in mano e si stava ferendo da solo. Aveva paura di lui. Prossima udienza il 13 maggio con l’arringa difensiva di Salvatore Asole, legale dell’imputato. Il 10 giugno la sentenza. 

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