Caso Ternana, prime istanze di fallimento: spiraglio per evitare che cambi la classifica
Il presidente rossoverde Claudio Rizzo (foto Ternana Calcio)
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Tutti in campo per evitare il collasso del girone B di Serie C, a due giornate dalla fine della stagione regolare. Politici e dirigenti di squadre coinvolte nella lotta per il primo posto, i playoff, la lotta retrocessione. Il caso Ternana continua a tenere con il fiato sospeso il girone B, e con esso le marchigiane Ascoli, Samb e Vis Pesaro. Per una storia che non ha precedenti. E che potrebbe di nuovo riscrivere la classifica, dopo il terremoto Rimini, del novembre scorso.

Un’altra esclusione, stavolta del club umbro, pareva inevitabile, dopo l’annuncio di lunedì sera della famiglia Rizzo: liquidazione volontaria dei rossoverde. Sono seguiti, dopo pure la sospensione degli allenamenti della prima squadra e le attività del settore giovanile, tentativi di mediazione, perché la mossa della proprietà umbra equivale alla morte anche sportiva, senza possibilità di intervento.

Ma martedì, dopo che l’ex vice sindaco di Terni, l’avvocato Riccardo Corridore, era stato in collegamento con Pier Paolo Flammini, a Ritmo di Samb, la nostra trasmissione dedicata ai rossoblù, spiegando i possibili scenari, eccome materializzarsene uno. Un’istanza di fallimento, avanzata dal procuratore di un calciatore della Ternana. Secondo il sindaco Stefano Bandecchi, che si è espresso via social, la prima di una lunga serie. In questo caso si stopperebbe la liquidazione volontaria, a favore di una liquidazione giudiziaria. E i rossoverdi non verrebbero estromessi dal torneo. Una soluzione, dunque, che permetterebbe al campionato di concludersi senza conseguenze di classifica.

Nelle prossime ore sapremo come finirà. Se la questione toccherà solo la Ternana oppure interesserà l’intero girone B.

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