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FANO - Sono ricoverati in prognosi riservata all’ospedale regionale di Torrette, i tre componenti della famiglia bengalese di via 12 settembre a Fano. Il padre di 46 anni, è il più grave, in pericolo di vita. Ha riportato tagli alla testa, al collo e alla schiena. Lui, la moglie e il figlio di 16 anni, sono stati vittime della furia cieca dell’altro figlio, Safi, 21 anni, operaio, arrestato per tentato triplice omicidio. La notte di Pasquetta, intorno alle 3,30 li ha aggrediti e accoltellati. Il 16enne ha riportato tagli al collo e alle braccia, la madre anche al viso, con una frattura cranica. Non sono in pericolo di vita. Secondo le indagini dei carabinieri, il movente appare sempre più chiaro. Safi provava acredine verso il fratello minore, un ragazzo diligente e studioso, come lo descrivono gli amici. Il 21enne, più introverso e solitario, che non dava confidenza ai vicini, non tollerava, a quanto pare, le preferenze che il padre rivolgeva all’altro figlio. Provava un disagio interiore. I suoi legali non escludono di richiedere una perizia psichiatrica per la sua capacità di intendere e di volere. Lunedì notte è rientrato dal pub. Ha visto il fratello sul divano, è iniziata una lite, degenerata in un accoltellamento. I genitori, che dormivano al piano superiore, sono intervenuti. La furia di Safi non si è fermata. Ha ferito a coltellate pure loro. La dinamica degli accoltellamenti è ancora al vaglio della Scientifica. Il 21enne ha usato più coltelli da cucina, tre sono stati trovati sporchi di sangue. Uno è rimasto conficcato nella schiena del padre. "Stiamo male, stiamo morendo tutti", la chiamata al 118 nella notte del 16enne, rimasto al telefono con l’operatore per oltre mezz’ora per un sostegno psicologico, mentre i soccorsi erano già partiti. I carabinieri hanno fermato Safi a 50 metri da casa. "Sono stato io" ha ammesso subito. Lo ha confermato poi nell’interrogatorio davanti al pm, durato circa un’ora, alla caserma di Fano. Ha chiesto scusa, ha detto che non voleva ucciderli. E che non aveva in mente da tempo di compiere questo gesto. L’aggressore ha subito, a sua volta, una ferita alla mano. L’abitazione, al civico 68, è stata posta sotto sequestro.
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