Vera News , notizie su
Condividi:
Vera News , notizie su

MACERATA – A distanza di oltre quindici anni dalla scomparsa, si è aperto oggi davanti alla Corte d’Assise di Macerata il processo per l’omicidio di Cameyi Mosammet, la ragazza di appena 15 anni sparita da Ancona il 29 maggio 2010. Un caso lungo e complesso, segnato da anni di indagini e attese, che torna ora al centro dell’attenzione giudiziaria.


I resti della giovane furono ritrovati solo nel marzo del 2018, sepolti in un’area nei pressi dell’Hotel House di Porto Recanati, luogo in cui viveva il suo fidanzato dell’epoca, oggi imputato per l’omicidio. Secondo l’accusa, la ragazza sarebbe stata uccisa per una gelosia ossessiva. L’uomo, oggi 35enne, vive da anni in Bangladesh e proprio la sua presenza all’estero ha rappresentato uno degli ostacoli principali all’avvio del processo.

Per lungo tempo, infatti, non era stato possibile procedere per l’assenza della prova che l’imputato fosse a conoscenza del procedimento. Una situazione che ha determinato rinvii e ritardi, fino alla svolta arrivata lo scorso dicembre, quando il giudice per l’udienza preliminare ha contattato telefonicamente l’uomo in aula. In quell’occasione, l’imputato aveva dichiarato di essere informato sul procedimento e di essersi attivato per il ritiro della documentazione, senza però dare poi seguito concreto.

Nonostante le eccezioni sollevate dalla difesa sulla validità della notifica, la Corte ha deciso di proseguire, aprendo formalmente il dibattimento.

In aula erano presenti i familiari della giovane, assistiti dai loro legali e dall’associazione Penelope Marche. Forte la richiesta di giustizia, anche se accompagnata dalla consapevolezza delle difficoltà legate al tempo trascorso e alla posizione dell’imputato. «Ci aspettiamo giustizia, anche se dopo tanti anni non è semplice», ha dichiarato il fratello della vittima, esprimendo anche il desiderio di poter guardare in faccia l’uomo accusato dell’omicidio.

Il processo entrerà ora nel vivo con l’ascolto dei testimoni indicati dall’accusa, 45 in totale. La prossima udienza è stata fissata per il 23 settembre. Una vicenda che riapre una ferita mai rimarginata e che cerca, a distanza di anni, una risposta giudiziaria definitiva.
Tutti gli articoli
Vera News , notizie su