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ANCONA - E’ sciopero nei settori del commercio, servizi e turismo e della conoscenza per lunedì 9 marzo a sostegno della mobilitazione nazionale per i diritti delle donne nei luoghi di lavoro e nella società civile e contro ogni forma di violenza economica, verbale e fisica.
“In Italia – evidenzia un comunicato stampa Filcams Cgil Marche, Flc Cgil Marche a firma di Angelica Bravi ed Antonio Renga- le donne guadagnano molto meno dei colleghi uomini, sono sottoposte a forme di lavoro precario, registrano un livello di disoccupazione molto più alto.
Rappresentano il 71,3% dei lavoratori dipendenti a bassa retribuzione: l’81,3% ha un contratto part time, troppo spesso non per scelta. Il divario salariale tra uomini e donne raggiunge un differenziale pari a 8.000 euro annui in meno per le donne, ovviamente non per scelta. Il 42% delle donne non ha un lavoro, troppo spesso non per scelta: i carichi di cura sono la ragione principale.
Come si evince dall’ultimo report nazionale dell’Ispettorato del Lavoro sulle dimissioni e risoluzioni collegate alla genitorialità, è il terziario il settore dove si concentrano il maggior numero di dimissioni convalidate ( 70% del totale) e sul dato complessivo di settore il 77% sono presentate da donne.
La motivazione prevalente che induce le donne alle dimissioni durante il periodo protetto è l’assenza dei servizi 47,5%, seguita da un 30% che subisce un’organizzazione del lavoro troppo flessibile e che non lascia spazio alla vita familiare”.
“Ancora più difficile – aggiunge la nota - la condizione delle lavoratrici domestiche che non si vedono riconosciuta la Naspi in caso di dimissioni nel primo anno di età del bambino con una disparità di trattamento ingiustificata. Discriminazione riconosciuta anche nella recente sentenza del Tribunale di Pavia grazie all’azione promossa dal patronato Inca Cgil”.
“I settori del commercio turismo e servizi rappresentanti dalla Filcams, dice la segretaria generale regionale Angelica Bravi, sono a prevalenza femminile e sono purtroppo contraddistinti da lavoro povero, precario, in appalto, da part time involontario e una flessibilità che non consente di conciliare vita e lavoro, La Filcams agisce quotidianamente attraverso i diversi livelli di contrattazione e la formazione di tutto il gruppo dirigente affinché si possano concretizzare maggiori tutele a sostegno delle donne.
Questo sciopero raccoglie tutte le istanze collegate alle tematiche di genere nel lavoro e nella società civile, sostenendo la lotta globale delle donne e delle lavoratrici ”
Aggiunge Antonio Renga, segretario generale regionale della Flc, “Il Governo continua a negare l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole sebbene il quadro sempre più preoccupante con l’aumento di casi di sopraffazione e violenza di genere, che sempre più spesso riguardano giovani e giovanissime/i sia come vittime che come aggressori.
La deriva autoritaria del governo si traduce in volontà di controllo sul corpo delle donne e legittima le tante forme di discriminazione e violenza. Disegni di legge come quello sulla violenza sessuale, che sostituisce il ‘consenso libero e attuale’ con il ‘dissenso’ rivelano una chiara scelta politica: tutelano gli abusanti e costringono le donne, nelle aule dei tribunali, a subire una rivittimizzazione costante al solo scopo di essere credute”.
“Per questo – conclude il documento - il 9 marzo i lavoratori della Filcams e della Flc scioperano, perché le donne siano libere di scegliere, di autodeterminarsi, nel lavoro e nella vita. Scioperano perché le pari opportunità e le politiche dell’intersezionalità, di genere, dei nuovi diritti e della non discriminazione Lgbtqia non siano solo un titolo, ma una realtà di fatto”.

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