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SAN BENEDETTO - Riportiamo di seguito una nota degli esponenti del Pd Margherita Sorge e Alessandro Marini. Clicca qui per il nostro precedente articolo.
A fronte delle assolutamente infondate indiscrezioni apparse su alcuni organi di stampa – che confidiamo vengano quanto prima smentite a tutti i livelli, a partire dal segretario provinciale che ieri era presente e si è detto entusiasta dell’esito dell’unione – ci troviamo, nostro malgrado, a dover fare un po’ di chiarezza.
A seguito di una lunga, accesa e partecipata discussione, protrattasi ben oltre la mezzanotte durante l’Unione Comunale di giovedì sera, abbiamo accettato di entrare negli organismi esecutivi del Partito Democratico sambenedettese, con Sorge in qualità di vicesegretaria e Marini membro dell’esecutivo.
Come gruppo riteniamo infatti che l’unità del partito rappresenti un elemento imprescindibile. L’assunzione di responsabilità nei confronti della nostra città e della nostra comunità, dimostrata accettando la proposta del Segretario, ne è una prova concreta.
Proprio per questo, tuttavia, tale responsabilità è indissolubilmente legata all’avvio immediato di un percorso volto ad allargare il tavolo di coalizione, aprendolo a tutte le forze progressiste, laiche, centriste, civiche e riformiste che si riconoscono nel campo del centrosinistra e che non intendono affidare la guida della città a una destra becera e conservatrice.
Riteniamo che questo allargamento debba avvenire nel più breve tempo possibile. Sarà questo il tema che porteremo già al prossimo tavolo di coalizione, al quale parteciperemo ribadendo con chiarezza il mandato su cui l’intero Partito Democratico si è espresso favorevolmente. Perché altrimenti il nostro ingresso non avrebbe alcun senso.
Siamo convinti che solo attraverso un tavolo il più ampio possibile, tenuto insieme da punti programmatici chiari e condivisi, sarà possibile costruire una sintesi politica solida e individuare, con modalità partecipate e condivise, la candidatura a sindaco più autorevole e rappresentativa per guidare la città.
Pensare di continuare a porre veti, avanzare preclusioni o sperare in qualche intervento dai salotti romani sono tentativi ai quali ci opporremo con determinazione. Confidiamo che, nell’interesse di San Benedetto, tutti comprendano l’importanza di costruire uno schieramento ampio, leale e compatto.
Il voto pressoché unanime dell’intera assemblea testimonia, del resto, la volontà del Partito Democratico di assumersi fino in fondo l’onore e l’onere di costruire il centrosinistra più largo possibile.
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