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Intorno a mezzogiorno il corpo del ragazzo è stato individuato dai sommozzatori dei vigili del fuoco nelle acque del porto di Civitanova, nell’area del motopontone dove fin dall’inizio si erano concentrate le ricerche. Il rinvenimento ha posto fine alla speranza di trovarlo ancora in vita, a ore di apprensione e a un’imponente operazione scattata dopo la sua scomparsa.

La vicenda aveva avuto origine venerdì sera a Pollenza, al termine di un violento alterco in famiglia. Intorno alle 21.40, nel giorno del suo compleanno, il giovane – poco più che ventenne – avrebbe aggredito la madre durante una discussione esplosa a cena. In casa, in quel momento, c’erano solo loro due: il padre e il fratello maggiore erano usciti. Le urla della donna hanno richiamato l’attenzione di una vicina, che ha subito dato l’allarme e avvisato il marito della vittima. Rientrato precipitosamente, l’uomo ha trovato la moglie in bagno, priva di sensi e con il volto insanguinato.

Dopo l’aggressione il ragazzo si è allontanato a bordo della sua Mercedes Classe A, lasciando a casa il cellulare. L’auto è stata ritrovata poco dopo nella zona del porto di Civitanova, aperta. Le immagini delle telecamere di sorveglianza lo avrebbero ripreso mentre si dirigeva verso la banchina per poi gettarsi in mare.

Sono così scattate le ricerche, proseguite senza sosta per tutta la notte tra sabato e domenica, con Vigili del fuoco, sommozzatori, carabinieri e Capitaneria di porto impegnati nell’area del molo. Del caso è stato informato il sostituto procuratore Enrico Riccioni.

La madre, 53 anni, è ricoverata all’ospedale di Macerata in coma farmacologico per la frattura della mascella. La prognosi resta riservata ma non sarebbe in pericolo di vita. Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica e le ragioni che hanno portato alla tragedia.

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