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Quattordici nuovi cuochi contadini pronti a rafforzare l’agriturismo di qualità nelle Marche: i è concluso a Castignano il corso promosso da Impresa Verde con Coldiretti Marche, Terranostra Marche e Campagna Amica, nell’ambito del Csr Marche 2023–2027 (Intervento SRH03), con una giornata finale in forma di gara culinaria ospitata dall’agriturismo Fiorenire. Protagoniste 14 aziende agricole, provenienti soprattutto dalle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, con una partecipante dall’Anconetano. In cucina un menu interamente ispirato alla tradizione rurale marchigiana: ove ’ntrippa, tagliatelle al ragù di marchigiana in bianco, coniglio con crespino e cotiche di maiale, fino ai dolci tipici di Carnevale. “La ristorazione agrituristica è stata uno dei più autentici testimonial della candidatura della cucina italiana a patrimonio Unesco – ha dichiarato Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – e rappresenta un ponte concreto tra campagna e città. La figura del cuoco contadino è una delle evoluzioni più significative dell’agricoltura multifunzionale: cultura, identità, turismo esperienziale e valorizzazione delle aree interne”. Il percorso formativo ha visto il confronto con docenti ed esperti del settore, tra cui Diego Scaramuzza, vicepresidente nazionale di Terranostra, Roberto Dormicchi, Andrea Alessandrelli, Giuseppe Rosati, Francesca Raffaelli e Nadia Stacchiotti, approfondendo temi che spaziano dalla cucina povera antispreco all’accoglienza in sala, dall’abbinamento cibo-vino all’uso dell’olio extravergine e alle preparazioni gluten free. “Credo che la cucina patrimonio Unesco sia proprio quella dei territori – ha sottolineato Scaramuzza – fatta di prodotto agricolo e tradizioni, capace di riportare ai sapori delle nostre nonne. È una cucina diversa dalla ristorazione convenzionale o stellata: ognuno deve raccontare il proprio territorio”. Per Giordano Nasini, direttore Coldiretti Ascoli Piceno-Fermo, “il nostro territorio ha saputo preservare genuinità, originalità e distintività. Oggi il mondo cerca queste cose e noi possiamo offrirle, a patto di saperle raccontare”. Dello stesso avviso Augusto Cancellieri, presidente di Terranostra Marche: “la formazione è fondamentale per trasformare la cucina in racconto del territorio. La vera innovazione è trasmettere le tradizioni unendo nuove tecniche e ricette della nostra identità”. La giornata conclusiva ha visto i partecipanti, divisi in quattro gruppi, cimentarsi in una competizione pubblica: piatti realizzati con ingredienti sorteggiati e presentati alla giuria attraverso un racconto delle origini e del legame con il territorio. ’La valutazione ha tenuto conto di gusto, originalità, impiattamento ed equilibrio dei sapori, premiando la capacità di valorizzare i prodotti agricoli locali’.
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