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ANCONA - I dipendenti Conerobus confermano lo sciopero di 24 ore del 29 gennaio e chiedono un referendum per esprimersi sul piano di risanamento aziendale.
Lo comunicano i sindacati Filt Cgil, Uiltrasporti e Faisa-Cisal in seguito alla decisione dell’assemblea dei lavoratori che rappresenta circa 410 dipendenti della società di trasporto pubblico di Ancona.
Si tratta del terzo sciopero da settembre 2025 - il secondo di 24 ore - promosso dai lavoratori di Conerobus, azienda controllata dal Comune di Ancona in crisi finanziaria con debiti nei confronti di banche e fornitori che ammontano a 18 milioni di euro.
I sindacati comunicano inoltre che questo lunedì non verrà sottoscritto alcun documento in attesa dell’esito del referendum, previsto per la prossima settimana, che consentirà a tutti i 410 circa dipendenti di esprimersi sulle misure previste dal piano di risanamento aziendale.
"Il piano presentato dall’azienda alle banche e al giudice - scrivono i sindacati - prevede la revisione degli accordi di secondo livello per ottenere risparmi economici, l’inserimento di 66 dipendenti nel Fondo di Solidarietà con una riduzione della retribuzione fino all’80%, e se queste misure non bastassero l’eliminazione dell’accordo regionale sulla produttività da 250 euro al mese.
Inoltre sono previsti l’esternalizzazione delle officine e la revisione dei contratti di servizio con la Regione Marche e il Comune di Ancona".
Tra i lavoratori - riferiscono i sindacati - emergono interrogativi sul ruolo che intende assumere la politica, sulla reale efficacia delle misure per evitare il fallimento, e sul perché solo 10 dei 66 lavoratori destinati alla cassa integrazione possano uscire volontariamente dall’azienda tramite Naspi e Fondo di Solidarietà.
I dipendenti chiedono anche chiarimenti sulla ricollocazione in altre aziende promessa dal Comune in Prefettura.
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