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Durante la Festa provinciale dello Sport, organizzata dal Coni a Chieti, sono stati premiati alcuni rappresentanti della Curva Volpi, elogiati per il loro “attaccamento alla città e ai colori neroverdi”, nonostante tra i destinatari della targa figurino tifosi colpiti da Daspo con durate comprese tra i due e i nove anni. A darne conto è il quotidiano Il Centro, che ha parlato apertamente di un vero e proprio “cortocircuito istituzionale”.
La cerimonia si è svolta all’interno dell’Università “d’Annunzio”, alla presenza delle autorità cittadine e del delegato provinciale del Coni, Massimiliano Milozzi. In platea anche numerosi bambini delle scuole, invitati come spettatori privilegiati di una giornata pensata per trasmettere i valori educativi dello sport. Un contesto che ha reso ancora più stridente il contrasto tra i principi celebrati e i profili di alcuni dei premiati.
A ritirare il riconoscimento sul palco è stata una delegazione di sei persone: quattro di loro, però, sono attualmente interdette dall’accesso a qualsiasi impianto sportivo, comprese partite amichevoli e allenamenti, in virtù di Daspo emessi dal questore e validi su tutto il territorio nazionale e nei Paesi dell’Unione europea.
Tra i casi citati, quello di un tifoso destinatario del provvedimento per aver brandito e lanciato un tubo di polietilene verso la tifoseria dell’Avezzano, facendolo passare attraverso una grata ad altezza d’uomo. Un episodio che, per la sua gravità, rende ancora più controversa la scelta dell’ente sportivo di assegnare un premio. Un altro dei soggetti coinvolti è accusato di aver preso parte ad agguati contro sostenitori avversari, con un episodio culminato nella sottrazione di una sciarpa biancazzurra a un uomo e al figlio sedicenne, fermati, minacciati e rapinati in piena notte.
Eppure l’invito ufficiale diffuso dal Coni presentava l’iniziativa come un momento dedicato alla celebrazione del “valore umano e sociale dello sport” e alla riconoscenza verso chi contribuisce a “costruire educazione e comunità”. Un messaggio che, alla luce dei fatti, appare in forte contraddizione con le scelte compiute sul palco.
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