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ASCOLI PICENO - E’ morto la scorsa notte ad Ascoli Piceno il giornalista Gianluigi Gasparri. Aveva 87 anni e quasi tutti li aveva passati a scrivere, indagare, raccontare. Giornalista per vocazione, romanziere per istinto, è stato soprattutto una delle figure che hanno dato identità al Resto del Carlino di Ascoli Piceno, di cui è stato caporedattore storico e anima riconosciuta per decenni.

Nato a Macerata, arrivò ad Ascoli alla fine degli anni Sessanta. Il suo modo di fare giornalismo era duplice e, proprio per questo, temuto e rispettato. Da un lato le inchieste rigorose, profonde, capaci di incidere davvero. Dall’altro una satira affilata, dissacrante, che sapeva colpire il potere con l’arma dell’ironia. A questa doppia anima appartenevano anche le celebri ’Noterelle’ satiriche, nelle quali per anni seppe condensare lo spirito più autentico della città, quello che trova nel Carnevale la sua espressione più alta.

Gasparri guidò il Carlino Ascoli in tre diverse fasi: dalla fine degli anni Sessanta al 1993, poi dal 1995 al 1997 e infine dal 2000 fino al pensionamento, nel 2002. Nei periodi di pausa dalla direzione fu inviato per le pagine nazionali e intensificò la collaborazione con Bell’Italia, rivista con cui lavorò per oltre vent’anni, raccontando con la sua scrittura inconfondibile angoli e storie del Paese. Con la sua scomparsa se ne va non solo un giornalista, ma un modo preciso di intendere il mestiere: curioso, libero, capace di unire rigore e graffio, profondità e leggerezza.

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