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Servono coperte, ma anche nuovi posti letto. Questo l’appello della Caritas diocesana di San Benedetto del Tronto che da qualche giorno ha lanciato un accorato appello sul web tramite L’Ancora online:
"La Caritas diocesana sente il dovere profondo di esprimere una gratitudine sincera e commossa verso tutte le persone che, anche durante questi giorni di festa, non hanno smesso di donare tempo, energie e risorse a chi vive nella precarietà. Un grazie che nasce dal cuore e che va oltre il contributo economico: pensiamo, ad esempio, ai pasti caldi preparati e offerti con generosità da alcuni ristoratori, segni concreti di una solidarietà che non conosce pause.
In queste settimane, tuttavia, il servizio vestiario segnala un bisogno urgente di coperte. È vero, negli ultimi tempi ne sono arrivate molte, ma sono state rapidamente distribuite e oggi risultano esaurite.
Non possiamo nascondere, inoltre, le difficoltà legate alla gestione di questo servizio, reso complesso da situazioni che spesso sfuggono al nostro controllo.
La richiesta proviene soprattutto dalle persone senza dimora, che in questi giorni di freddo intenso affrontano notti ancora più dure, cercando riparo come possono. Le coperte distribuite, purtroppo, vengono talvolta lasciate per strada o davanti alle chiese, luoghi dove ci si rifugia per dormire.
Si apre così una domanda che pesa sulla coscienza di tutti: è davvero sufficiente offrire una coperta per affrontare il gelo, o è necessario interrogarsi su come permettere a queste persone di trovare un riparo dignitoso, anche in spazi non pensati per l’accoglienza notturna?
In Caritas, come è facile immaginare, queste situazioni ci addolorano profondamente. Non sempre è possibile trovare risposte adeguate a ogni problema e, spesso, esistono limiti che impediscono di agire come vorremmo. Eppure, per chi conserva un senso di umanità – e ancor più per chi ha appena celebrato il Natale – questa realtà non può lasciare indifferenti. Essa suscita un forte senso di impotenza e, ancora una volta, ci spinge a lanciare un accorato appello a chi è chiamato a prendersi cura del bene comune, affinché non vengano dimenticate queste persone, uomini e donne in carne ed ossa, nostri fratelli.
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