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Aprire un franchising non è solo questione di brand o di investimento iniziale: la vera sfida comincia dal territorio. Il luogo in cui decidi di insediarti può trasformare un format promettente in un punto di riferimento stabile, oppure ridurre al minimo le possibilità di crescita. Intuito e preferenze personali non bastano: servono dati, analisi e criteri oggettivi per valutare se la zona è davvero quella giusta.
1. Presenza di target potenziale
Ogni franchising ha un pubblico di riferimento: famiglie, professionisti, studenti, piccoli imprenditori. Prima di scegliere una zona, chiediti: il mio target è presente qui? Non è sufficiente guardare al numero di abitanti: conta il profilo demografico, le abitudini di consumo e la compatibilità con i servizi che intendi offrire. Aprire un punto in un’area “fuori target” significa partire già in salita.
2. Concorrenza diretta e indiretta
Analizzare i competitor è essenziale, ma spesso ci si limita a guardare le attività che offrono esattamente lo stesso servizio. In realtà, anche la concorrenza indiretta influisce. Una tabaccheria che vende ricariche e servizi digitali, una posta privata, un minimarket con servizi accessori: tutti possono intercettare parte del tuo pubblico. Più che la quantità di concorrenti, conta la loro qualità e la loro capacità di fidelizzare i clienti.
3. Densità e flusso pedonale
Un negozio o un HUB vive della presenza reale di persone. Valutare il flusso pedonale non significa fermarsi a un’impressione, ma analizzare i dati: quante persone passano lì ogni giorno? In quali fasce orarie? Ci sono scuole, uffici, fermate di trasporto pubblico, centri commerciali che alimentano il movimento? Una strada centrale ma “vuota” rischia di rendere vano anche il format più solido.
4. Costi e potenziale di crescita
Il costo di un locale varia molto a seconda della zona. Aprire in una location più economica può sembrare vantaggioso, ma senza un bacino di clienti adeguato i risparmi iniziali diventano una perdita nel lungo periodo. Al contrario, una zona più costosa può offrire grandi ritorni se sostenuta da flussi e domanda reale. La valutazione economica deve essere realistica: meglio un investimento sostenibile che una spesa che mette in crisi già dal primo anno.
5. Esclusività territoriale
Molti franchising offrono un’esclusiva per zona, impedendo l’apertura di altri punti affiliati nello stesso territorio. È un aspetto da chiarire subito: la tua area è già coperta? Hai garanzie di protezione? In caso contrario, potresti trovarti a competere con un altro punto del tuo stesso network. L’esclusiva territoriale non è solo un vantaggio competitivo: è una tutela dell’investimento che stai per fare.
Scegliere con metodo, non con istinto
Aprire un’attività nel posto giusto non è questione di fortuna, ma di metodo. Fermarsi a un’impressione o a un gusto personale può costare caro. Al contrario, studiare i dati, osservare i flussi e conoscere il contesto permette di trasformare una buona idea in un’attività che funziona davvero.
Quando si parla di franchising, scegliere la zona giusta è il primo vero atto vincente.
Il territorio come risorsa strategica
Scegliere la zona per aprire un’attività in franchising non significa soltanto valutare il traffico pedonale o i costi di locazione. Significa, piuttosto, leggere il territorio come un ecosistema fatto di abitudini, relazioni e bisogni specifici. Una decisione superficiale può generare disequilibri difficili da recuperare, mentre un’analisi attenta trasforma la collocazione in un vero vantaggio competitivo. In un mercato sempre più fluido, saper interpretare il contesto resta una delle competenze chiave dell’imprenditoria.
Questo contributo è ispirato a un approfondimento pubblicato sul nostro sito. HUBiX Iniziative.
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